Crescere a Hong Kong


"Adolescenti in Italia: immersi nella vita virtuale ma in cerca di relazioni vere"

Questo il titolo dell'intervento di Cinzia Canali, ricercatrice della Fondazione Zancan e presidente dell'associazione IAOBER, alla conferenza internazionale sul tema “New Perspectives for Outcome-based Evaluation and Research on Family and Children’s Services” (trad. "Nuove prospettive per la valutazione di esito e la ricerca nei servizi per l'infanzia e le famiglie"). 

Il 7 e 8 settembre 2017 l'Università Cinese di Hong Kong ha ospitato la conferenza internazionale, per condividere con i ricercatori di tutto il mondo i più ricenti sviluppi e risultati riguardo alla valutazione di esito nei servizi per l'infanzia e le famiglie. 

 

Risultati dallo studio CRESCERE

A 15 anni 9 ragazzi su 10 si collegano a internet tutti i giorni, in media quasi 2 ore e mezza al giorno. Quasi tutti (98%) hanno uno smartphone per il proprio uso personale e più di uno su tre (37%) naviga libero in rete, senza limiti di tempo o restrizioni di siti in cui non può andare. Il più delle volte usano internet da soli. Chattano, giocano ai videogiochi, fanno ricerche per la scuola, ascoltano musica, usano i social network. L’uso dei social network è aumentato rispetto a 3 anni fa, quando i ragazzi avevano 12 anni: ora quasi tutti usano Whatsapp per comunicare (95%), uno su due ha un profilo Facebook e il 30% lo guarda tutti i giorni o quasi. Altri usano Instagram (69%), Skype (22%), Google+ (16%), Ask (16%), Snapchat, Telegram, Tumblr e tanti altri.

Abbiamo chiesto ai ragazzi se sono felici e quanto sono soddisfatti della loro vita. Il primo anno, quando i ragazzi avevano 11-12 anni, le risposte sono state molto positive. A distanza di tre anni, le proporzioni sono cambiate, con un peggioramento degli indici di benessere. La percentuale di ragazzi pienamente soddisfatti passa dal 77% al 58%. I ragazzi completamente scontenti della loro vita sono ancora una minoranza (2,8%), ma comunque si tratta di una proporzione in crescita (il primo anno erano appena lo 0,4%). 

Passando dai 12 ai 15 anni gli adolescenti acquistano maggiore consapevolezza di sé, dei propri punti di forza ma anche delle proprie debolezze. Si rimettono in discussione, perdendo le certezze precedenti. Per capire quali sono i fattori che favoriscono il benessere dei ragazzi, abbiamo chiesto direttamente a loro “Qual è la cosa più importante per te per essere felice?” e li abbiamo lasciati liberi di rispondere, con le loro parole.

Dall’analisi delle risposte emerge il grande valore che i ragazzi attribuiscono alle relazioni: gli amici al primo posto, poi la famiglia e l’amore. Gli amici sono la prima fonte di felicità per 4 ragazzi su 10. Ribadiscono che sono amici “veri”, su cui poter contare nel momento del bisogno. Emerge l’importanza di “essere apprezzati”, “capiti” e “accettati” dal gruppo di amici di riferimento.

La famiglia è al secondo posto, indicata da 2 ragazzi su 10. La felicità personale è associata a quella dei familiari: “Sapere che la mia famiglia sta bene e rendermi conto che i miei genitori mi vogliono bene”. È anche importante avere “buoni rapporti”, mantenendo aperto il dialogo, “essere supportato” e avere dei punti di “riferimento”.

L’amore è al terzo posto: per il 19% dei ragazzi è la cosa più importante per essere felici. Esprimono il bisogno di avere “qualcuno che mi vuole bene” e che “mi rispetti”. Non si riferiscono solamente a persone specifiche (il fidanzato/a), ma al bisogno umano e più generale di “amare ed essere amato” che spesso si traduce in ricerca di affetto e sostegno: “avere qualcuno in grado di capirmi, consolarmi e farmi sorridere”.

Al di là dei rapporti particolari con gli amici, i familiari e il partner, emerge con forza il bisogno di relazioni autentiche, di avere qualcuno al proprio fianco, su cui poter contare, che sia presente soprattutto nei momenti difficili. Spesso fanno riferimento ad avere “persone intorno”, “essere in contatto”, “stare bene con le persone”. Un ragazzo scrive che la cosa più importante è “avere una vita sociale NON virtuale”. Un altro scrive: “Avere delle persone affianco che ti capiscono e ti aiutano nel momento del bisogno”.

Al di là della sfera del benessere personale, i ragazzi pensano anche ad aiutare e a “fare felice l’altro", a cui fa riferimento quasi uno su dieci. L’altro può essere una persona vicina (amico o familiare), oppure una persona in generale. Questa dimensione è connessa alla solidarietà più ampia verso altri (sconosciuti) come fonte di felicità per chi aiuta e rende felici gli altri. Per stare bene l’importante è “non avere pregiudizi, non pretendere dagli altri ed essere sempre pronto ad aiutare il prossimo”- scrive uno di loro.

Alcuni giovani considerano la pace, la tranquillità e l’assenza di stress fattori fondamentali per una vita felice. Con “serenità” i ragazzi intendono una situazione di armonia, confronto e dialogo con le persone. Comprende anche il fatto di non essere “in ansia” o “pensare troppo”, di “vivere senza problemi, cioè non interessarsi di ciò che dice la gente su di te”.

Infine, alcuni ragazzi non riescono ad esprimere in maniera univoca la felicità e a definire quale sia l’aspetto principale che porta al proprio benessere. Vi sono una molteplicità di fattori, che i giovani esprimono in vario modo: “Avere una famiglia che mi sostenga emotivamente ed economicamente, che mi ascolti, con cui si possa scherzare ed essere sé stessi senza sentirsi dire cattiverie. Avere dei buoni amici con cui sfogarsi, parlare senza essere giudicati. Conoscere persone che mi facciano sentir bene e in pace con me stesso”.

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