I risultati di cinque anni di studio longitudinale

 

CRESCERE DISUGUALI: TRA SFIDE E SPERANZE DI FUTURO

 

Il 6 dicembre sono stati presentati i risultati di cinque anni di studio longitudinale CRESCERE che coinvolge oltre mille ragazzi e famiglie nelle province di Padova e Rovigo. Lo studio realizzato dalla Fondazione “Emanuela Zancan” grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, segue nel tempo i ragazzi dai 12 ai 18 anni, monitorando la loro crescita, la salute e il benessere, nella delicata fase di transizione dall’infanzia all’adolescenza, verso l’età adulta.

Tanti i temi dello studio: il benessere a scuola, le relazioni in famiglia, il bullismo, le attività del tempo libero, internet e i rischi online, l’autostima, la salute e il benessere, la spiritualità, il lavoro, le prospettive di futuro e molto altro ancora.

I dati mettono a fuoco le disuguaglianze e le difficoltà che i ragazzi affrontano nella crescita. La sfida è quella di affrontare le difficoltà riconoscendo le capacità e le potenzialità che ogni ragazzo ha dentro di sé. 

.

Sport e salute 

Lo sport e salute sono al centro dell’attenzione dello studio, grazie alla collaborazione con l’Azienda Ulss 6 Euganea, che dal 2013 ha realizzato oltre 1.300 visite mediche gratuite per i ragazzi coinvolti nello studio, monitorando la crescita in buona salute. In 5 anni di osservazione emerge un calo nella pratica sportiva: dai 12 ai 16 anni diminuiscono gli sportivi (dall’87% al 72%) e soprattutto lo sport a livello agonistico (da 59% a 39%). Smettono di fare sport soprattutto quando passano dal primo al secondo grado della scuola secondaria. A 16 anni emerge il boom di chi va in palestra.

Benessere a scuola 

Il benessere a scuola è un altro tema centrale. Il giudizio che emerge è positivo: la scuola piace a 8 ragazzi su 10 (a 6 su 10 piace “abbastanza” e a 2 su 10 piace “molto”). La scuola è tuttavia fonte di stress: 3 su 4 si dichiarano abbastanza/molto stressati per il lavoro che fanno a scuola, con un incremento significativo nel tempo (erano il 27% a 12 anni, sono il 75% a 16 anni).  

Il rapporto con i compagni è positivo (8 su 10 si sentono accettati per quello che sono) e rimane stabile passando dai 12 ai 16 anni. Invece diminuisce con l’età la fiducia verso gli insegnanti: la percentuale di studenti che si sentono “trattati nel modo giusto” in cinque anni passa dal 67% al 44%.

Relazioni in famiglia e con gli amici

Con l’età si fanno più difficili anche le relazioni in famiglia, soprattutto il dialogo con padre e madre. La famiglia resta comunque il riferimento per i ragazzi. I ragazzi si sentono supportati e protetti dalla famiglia: 7 su 10 ricevono dalla famiglia l’aiuto morale e il sostegno di cui hanno bisogno, 8 su 10 sono convinti che la famiglia cerca veramente di aiutarli. L’aspetto più critico è il dialogo.

Tengono le relazioni con gli amici e compagni di scuola: sono al primo posto nella classifica per essere felici. Importante per loro è sentirsi accettati per quello che sono, poter seguire le proprie aspirazioni.

Internet e rischi online

Tra le attività del tempo libero diminuisce l’uso della televisione e dei videogiochi, aumenta l’uso di internet, sono connessi sempre e ovunque. Aumenta il tempo che passano da soli. Abbiamo chiesto ai ragazzi cosa pensano di internet se sono consapevoli delle potenzialità e dei rischi. Se da un lato, è diffuso tra i ragazzi accettare amicizie da sconosciuti, dare il proprio numero di telefono, incontrare persone con accordi presi online, sono consapevoli dei rischi online: cyberbullismo, dipendenza, isolamento, fake news, truffe, pericolo per la privacy, stalking.

Il futuro

Quasi la metà dei ragazzi lo vede «pieno di possibilità e di opportunità», il 30% lo considera «pieno di rischi e di incognite». Uno su quattro non sa esprimersi, perché nel futuro scorge entrambi gli aspetti, senza che una visione prevalga sull’altra. Fare un’esperienza all’estero è un pensiero ricorrente: oltre un terzo dei ragazzi è disponibile a trasferirsi all’estero per lavorare o fare un periodo di formazione.

Il lavoro

Il lavoro per i ragazzi è un mezzo per poter vivere in autonomia, senza dipendere dagli altri, ed è anche visto come modalità per realizzare se stessi e le proprie aspirazioni. Sanno che per trovare lavoro è necessario essere competenti. Per questo considerano l’istruzione strumento principale per trovare lavoro e avere un futuro.

La spiritualità

A 16 anni 8 ragazzi su 10 si fanno domande sul senso della vita, sul nascere e morire. Uno su due dice di credere in Dio o in un’entità superiore, meno della metà ha una religione di riferimento. La variazione nel tempo è notevole: in cinque anni i ragazzi che credono passano dall’87% al 40%. Raddoppia la proporzione di chi non sa (dall’8% al 16%). Diminuisce anche l’importanza che vi attribuiscono: a 12 anni la religione è molto importante per il 34%, scende al 5% a 16 anni.

E la solidarietà?

Alla domanda “Se ne avessi la possibilità, ti piacerebbe mettere a disposizione le tue capacità e/o il tuo tempo per aiutare chi ha bisogno?” 8 ragazzi su 10 dicono di sì e cosa in concreto cosa possono fare. Hanno capacità generative da mettere a disposizione di tutti.

Per essere felici: le relazioni prima di tutto

Abbiamo chiesto ai ragazzi di dirci qual è secondo loro “la cosa più importante per essere felici”. Dall’analisi delle loro parole emerge che attribuiscono grande valore alle relazioni: gli amici al primo posto, poi la famiglia e l’amore. Gli amici sono la prima fonte di felicità per 4 ragazzi su 10. Si tratta di amici “veri”, su cui poter contare nel momento del bisogno. Per loro è importante “essere apprezzati”, “capiti” ed “accettati”. La famiglia è al secondo posto, indicata da 2 ragazzi su 10: “Sapere che la mia famiglia sta bene e rendermi conto che i miei genitori mi vogliono bene”. Emerge anche la ricerca di amore, inteso come “avere qualcuno che mi voglia bene” e che “mi rispetti”.
I ragazzi esprimono poi il desiderio di “essere se stessi”, di avere fiducia nelle proprie capacità. Hanno bisogno di essere accettati per quello che sono e di volersi bene. Uno su dieci fa riferimento al “fare felice” o “aiutare” l’altro: “Per me essere felice non vuol dire solo fare le cose che ci fanno stare bene ma significa anche aiutare gli altri a stare bene”.

Per approfondire: tutti i materiali del convegno 2018

 

Ultime news

Quale futuro per i giovani?

Cosa pensano i giovani del loro futuro? Quali sono le ...

Rapporto su "I diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza"

  In Italia, quasi un terzo dei bambini e degli ...

Crescere all'ENAIP di Rovigo

Continuano le rilevazioni nelle scuole! L'ENAIP di Rovigo aderisce al ...

Crescere al Liceo Fermi

Continuano le rilevazioni nelle scuole! Il Liceo scientifico Enrico Fermi ...

Crescere al Liceo Maria Ausiliatrice

Riprendono le rilevazioni nelle scuole! Il Liceo Maria Ausiliatrice di ...

Crescere all'Istituto Agrario Munerati

Riprendono le rilevazioni nelle scuole! L'Istituto Tecnico Agrario O. Munerati ...

Crescere all'Istituto Tecnico Viola

Riprendono le rilevazioni nelle scuole! L'Istituto Viola-Marchesini di Rovigo aderisce ...

Il rapporto tra giovani e lo sport

I risultati dello studio longitudinale CRESCERE, e in particolare il ...